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Fotografo
Luigi Piccirillo. Pubblicato da
admin
in Senza categoria, 7 Feb 2008
Questa
volta unintervista ad un esperto di
fotografia naturalistica
.
Chi è Luigi Piccirillo ?
Classe?
Sono nato nel 1967 e vivo a Viareggio.
Hai fatto qualche corso di
fotografia?
Sono completamente autodidatta.
Quando hai iniziato a
fotografare?
Ho cominciato a fotografare ne 2001, ma solo dal 2005
mi sono orientato in maniera
pressoché esclusiva verso la fotografia
naturalistica.
Ti piace la natura e gli animali
ci
vuole la passione per fotografargli
meglio?
Ho avuto fin da piccolo la passione per la natura e
gli animali e in questo senso la fotografia
naturalistica si pone in assoluta continuità
quellorientamento.
Attrezzatura fotografica usata (fotocamere,
accessori, software)?
Uso attrezzatura Canon e Nikon, con obiettivi
Canon, Nikkor e Sigma mentre per la post produzione
mi affido a Photoshop CS3 e a Camera RAW.
Mi piace molto, dicci qualcosa di
più?
E uno scatto effettuato sui Carpazi, una zona
dEuropa ancora molto selvaggia. Amici
naturalisti che vivono da quelle parti mi avevano
parlato più volte di uno sperone roccioso
posto al centro di una stretta vallata spesso
sorvolato da rapaci; abbiamo preparato un capanno
con piccole assi e reti che abbiamo in seguito
ricoperto di vegetazione. I primi due giorni li
abbiamo trascorsi in inutile attesa; in quelli
successivi siamo però riusciti a fotografare
aquile, un nibbio bruno e persino un maschio di
gufo reale. La possibilità di effettuare
buoni scatti è senza dubbio legato alla
capacità di un rapido adattamento alle
circostanze, ma altrettanto spesso risulta frutto
di un paziente lavoro di preparazione.
Uno scatto al quale sei particolarmente
legato?
Ci sono scatti cui si rimane particolarmente legati
e non sempre questi coincidono con le proprie foto
migliori: si tratta spesso di un legame emotivo
correlato alla loro valenza rievocativa. Ho alcuni
scatti effettuati in Camargue a stormi
numerosissimi di fenicotteri in decollo o in
atterraggio: sono scatti in cui ho impiegato lunghe
esposizioni che a mio modo di vedere meglio
rendevano la sensazione intensa di queste vocianti
macchie di colore rosa in movimento caotico. Quegli
strani scatti, lo confesso, ancor oggi
mi emozionano.
Un posto dove è più facile la
caccia fotografica?
Certamente esistono posti in cui per scenario
naturale, numero e varietà di specie animali
le occasioni per fare buone foto sono maggiori che
altrove, ma è in luoghi meno remoti e
più facilmente accessibili che occorre fare
esperienza affinando tecnica e capacità
dosservazione, senza contare poi che sono
proprio i luoghi sotto casa ad offrire
la possibilità di reiterare i tentativi e a
volte sono persino capaci di rivelare
uninsospettabile ricchezza faunistica.
Un episodio che vorresti raccontare legato
alla tua esperienza?
Ero nelle steppe di Belen, in Extremadura e stavo
percorrendo in auto una stradina sterrata e
polverosa alla ricerca di falchi grillai, una
specie particolarmente diffusa in quei luoghi;
allimprovviso ho notato un nugolo di grifoni
e avvoltoi monaci roteare sopra la carcassa di un
vitellino morto: mi ha impressionato osservare la
lunga e inutile difesa della madre che ha da sola
tenuto testa per quasi unora a una trentina
di avvoltoi, caricando tutti quelli che tentavano
di avvicinarsi al corpo del piccolo.
Consigli per chi inizia a fotografare gli
animali?
Il mio consiglio è quello di cominciare in
oasi e parchi faunistici, in luoghi cioè
dove i soggetti sono numerosi e facili da
avvicinare. Da lì si può cominciare
migliorando il proprio bagaglio tecnico e imparando
a conoscere le abitudini degli animali che si
osservano.
Quando rivedi le tue vecchie fotografie,cosa
pensi?
Spesso le trovo deludenti e superate.
In realtà unaltra cosa che penso
spesso è: aveva ragione
Fernando!, un amico ingegnere informatico che
ha inutilmente per anni cercato di convincermi
riguardo la superiorità del RAW rispetto al
jpeg, formato che ho usato quasi esclusivamente
fino a pochissimo tempo fa; se lo avessi ascoltato
mi ritroverei senzaltro con un archivio
migliore.
Il lavoro toglie la passione?
Fotografo per passione, ma dovessi farne una
professione certamente significherebbe dover
accettare alcuni compromessi legati inevitabilmente
alle regole di mercato: si tratterebbe comunque, a
mio modo di vedere, di una contropartita
accettabile.
Ci racconti lappostamento di questa
foto?
Questa foto lho realizzata nelle campagne
pisane ed è uno scatto quasi improvvisato.
Mi trovavo, allinizio di maggio, in auto alla
ricerca di qualche scorcio paesaggistico quando,
lungo un canale asciutto che delimitava un campo di
papaveri, ho notato una piccola colonia di
gruccioni intenta ai lavori di costruzione del
nido: un lungo tunnel scavato nel terreno
argilloso. Non avevo con me il capanno mobile,
nè la rete mimetica, ma con pazienza ed
evitando movimenti bruschi mi sono sdraiato dietro
un albero posto a meno di dieci metri dai nidi. I
gruccioni dapprima sono volati via, ma poco alla
volta, rassicurati anche dalla mia assoluta
immobilità, sono tornati ed hanno
ricominciato a cacciare e a scavare i nidi come se
non ci fossi stato. La foto ritrae proprio uno di
loro mentre rotea nel becco unape per poi
strofinarne laddome sul posatoio al fine di
eliminarne il pungiglione: è
unoperazione che compiono normalmente prima
di ingoiarle. La soddisfazione maggiore non
è stata la foto, ma il clima di fiducia che
sono riuscito, poco alla volta, ad instaurare con
questi variopinti volatili.

Ci fai vedere il tuo primo
scatto?
Si sarà trattato, quasi sicuramente, di un
mosso/sfocato scattato da bambino con una
compattina a qualche festa, magari il compleanno di
un amico: uno dei tanti scatti andati perduti.
Un saluto e un grazie; gli episodio raccontati
fanno capire la passione per la natura e la voglia
di raccontarla.
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la natura E'...
... quello che vediamo... quello che udiamo
...è quel che conosciamo... quel che
odoriamo...
...è un'occasione di dialogo tra l'uomo e la
sua anima...
"... il libro aperto nel quale si trovano tutte le
verità del mondo."
Rodolfo Valentino


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