FOTO RACCONTATA


Loccasione,
come spesso accade, è nata per puro caso:
mentre ero alla guida in un piccolo paese della
provincia pisana unupupa in basso volo mi ha
tagliato la strada vicinissima per scomparire in
quello che pareva essere il muro perfettamente
liscio di un granaio. A 40 cm da terra una
finestrella dareazione nel seminterrato
delledificio aveva perso, a causa della
corrosione, una delle tre minuscole sbarre in ferro
che la separavano dal mondo esterno. Il
particolare, evidentemente,non era passato
inosservato a una coppia di upupe decise ad
approfittare dello stretto varco per costruire il
loro nido nella cavità retrostante.
Sembrava un posto alquanto improbabile e poco
adatto allo scopo: a poche decine di centimetri da
terra, in un luogo abitato e per di più a
pochi metri da un incrocio stradale piuttosto
frequentato; in seguito però ho realizzato
che la vicinanza alluomo può rivelarsi
un vantaggio per i volatili dal momento che
contribuisce a rendere meno frequenti gli attacchi
da parte di predatori come volpi, mustelidi e
rapaci.
Ho tenuto docchio il posto per alcune
settimane fino a quando i due piccoli della nidiata
sono stati prossimi allinvolo, poi ho deciso
di provare qualche scatto approfittando delle
caratteristiche insolite del luogo.
Lintento era ottenere una foto che coniugasse
in modo armonico documentazione scientifica e
valenza estetica. Tutto questo senza mai mettere in
pericolo il buon esito della nidificazione: al
primo segnale di incertezza sarei tornato a
casa.
Ho cominciato con losservare le condizioni di
luce che si determinavano nel corso della giornata.
Di mattina il nido si trovava in ombra, ma lo
sfondo risultava piacevolmente illuminato; ho
provato allora a compensare la scarsa
luminosità del primo piano impiegando un
flash, ma leffetto non è stato per
nulla convincente: alla luce dorata delle siepi
distanti si contrapponeva in modo innaturale una
luminosità fredda, tipicamente
artificiale.
Il controluce radente del tardo pomeriggio poteva
risultare un ostacolo più semplice da
superare: non solo, ma rimbalzando lateralmente, i
raggi solari avrebbero consentito alla parete
giallo-sbiadito del granaio di svolgere
contestualmente il ruolo di pannello riflettente e
diffusore. Avrei dunque avuto bisogno di una sola
fonte di luce supplementare.
Per gli scatti ho scelto di usare il 500/f4.0: la
distanza operativa ottimale a circa 12 metri dal
nido non procurava ai volatili alcun fastidio,
abituati come erano al traffico della strada; avrei
inoltre potuto operare in modo discreto
dallauto, rimanendo vicino una siepe al bordo
della carreggiata.
Ho scelto unangolazione estrema, molto
laterale rispetto alla parete: anzi, ho deciso di
includere nellinquadratura il bordo della
parete stessa, posto a circa 1,5mt dai soggetti:
sfruttando la dissolvenza del fuori fuoco lho
in parte sovrapposto alla base del collo dei due
piccoli, facendoli sbucare come da una cortina di
nebbia. A sfocare lo sfondo ci avrebbe pensato il
lungo tele impiegato a tutta apertura.
Linconsistenza, limpalpabilità
del contesto da cui far emergere, inattesa, la
matericità dei corpi era stata creata:
bisognava ora illuminare la scena in modo
adeguato.
Ho adagiato il flash sopra lobiettivo,
lho fissato con elastici e collegato alla
slitta della macchina fotografica con un cavo TTL
da 1 mt. Un sacchetto morbido sul paraluce mi ha
permesso di inclinare la testa mobile del flash,
indirizzandola con traiettoria lievemente incidente
sul punto esatto della messa a fuoco. Il flash
lho impostato in modalità manuale al
fine di ottenere una luminosità più
omogenea tra i vari scatti: mi sono accorto infatti
che con il settaggio in TTL a volte si verificano
differenze nel livello di illuminazione anche tra
foto effettuate in rapida successione.
Avevo ora bisogno di incrementare la distanza utile
del flash la cui portata risentiva negativamente
dellapertura non luminosissima
dellobiettivo (f4.0), ma soprattutto del
tempo rapido(1/2000 sec.) impostato in alta
velocità (HSS), modalità
questultima che già di per sé
comporta allincirca un dimezzamento del
Numero Guida del flash.
Con la sensibilità impostata a 800 Iso e
lulteriore guadagno di quasi 3 stop dovuto
allimpiego del better beamer, sono riuscito a
creare una luminosità ottimale, intensa, ma
non soverchiante la calda luce ambientale. Ho avuto
modo di fare solo pochi scatti prima che la luce
calasse, ma quando ho visto sul monitor della
macchina il risultato ricordo di essermi lasciato
scappare un sorriso..
La mattina seguente la prima giovane upupa si
è involata seguita, alcuni giorni dopo,
dalla seconda.
Racconto
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